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    Adele Coscarella, Paola De Santis,

ISBN: 9788890362590
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Martiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione

di: Adele Coscarella, Paola De Santis,

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Specializzata in Archeologia Medievale (Università degli Studi di Pisa) Dottore di ricerca in Archeologia Medievale (Università degli Studi di Bologna) Assegnista di ricerca in Archeologia (Università della Calabria) Professore associato in L-Ant/08 Archeologia Cristiana e Medievale (Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici); insegnamento Archeologia Medievale Direzione scientifica progetti di ricerca e scavi archeologici Insediamenti fortificati della Calabria; Sistemi idrici castellani; Insediamenti rupestri calabresi; Scavo e ricerche a: S. Niceto (RC); Bova (RC); Zungri (VV); Murgie di Santa Caterina (CS). Linee di ricerca principali Studio degli insediamenti fortificati in Calabria; Studio degli insediamenti rupestri in Calabria; Cultura materiale (ceramica e vetri); Sistemi idrici nelle fortezze e castelli di età basso medievale. Ha pubblicato numerosi saggi, volumi monografici e curatele nell'ambito dell'archeologia medievale della Calabria e del Mediterraneo con particolare riferimento all'archeologia castellare e agli insediamenti di età medievale e alla cultura materiale.
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1968
Paola De Santis, nata a Bari il 23 settembre del 1968, ricercatore del Settore Scientifico Disciplinare L-ANT/08 (Archeologia cristiana e medievale), docente di Archeologia Cristiana, presso l'Università degli Studi di Bari A. Moro (Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Tardoantico). Linee di ricerca Il percorso scientifico e professionale si sviluppa su diverse linee di ricerca nell’ambito delle tematiche che connotano la tarda antichità e l’altomedioevo: - Anche sulla base delle esperienze maturate nel corso degli anni di specializzazione post-laurea a Roma, l'attenzione è stata indirizzata verso lo studio dei contesti cimiteriali del suburbio romano, oggetto di ricognizioni dirette e -in alcuni casi- sistematiche. In particolare si è scelto di approfondire gli indotti problematici connessi al tema della ritualità funeraria; tale linea di ricerca, che comprende tutti gli aspetti connessi alla gestualità e alla dimensione simbolica come mezzi attraverso cui si esprime la volontà di perpetuare la memoria del defunto tra i vivi, ha permesso di esplorare fenomeni di continuità e discontinuità che caratterizzano la tarda antichità e l'altomedioevo. - La conoscenza diretta dei monumenti del suburbio romano ha indotto a porre l'attenzione su una specifica classe di insediamenti cimiteriali: i santuari martiriali. Partendo da un approccio comparativo ed integrato tra diversi tipi di fonti -che costituisce uno degli elementi di novità della ricerca effettuata-, si è sperimentato un metodo analitico funzionale ad analizzare il processo di formazione di un lessico che formalizza il concetto di 'area sacra' nella tarda antichità. Si tratta di un ambito d'indagine attraverso cui è possibile indagare il rapporto tra lo spazio e il sacro e che coinvolge non solo l’aspetto formale e lessicale, ma anche sostanziale e concettuale, nel tentativo di evidenziare le diverse modalità di percezione di una realtà spaziale -oggetto di un interesse devozionale- materialmente fruibile. I diversi tipi di fonti scritte (documentarie, epigrafiche, letterarie) su cui si è basata la ricerca hanno permesso approcci analitici differenziati, ma integrabili; particolare attenzione è stata dedicata alla documentazione epigrafica che, per la sua varietà funzionale, costituisce uno strumento privilegiato, e in alcuni casi unico, per  la storia di un’‘area sacra’. Essa permette di osservare i fenomeni relativi ai processi di sacralizzazione degli spazi da diversi punti di vista conservando la sua stretta e inscindibile connessione con il contesto monumentale di appartenenza; per questo motivo si è scelto di analizzare sistematicamente, in uno studio monografico, un campione particolarmente significativo offerto dalle iscrizioni pertinenti i complessi cimiteriali del suburbio di Roma. - Il lavoro svolto per la tesi di dottorato (Insediamenti e viabilità nella Puglia centro-settentrionale (VI-XI secolo) ha costituito l'occasione per affrontare lo studio di un territorio evidenziando le problematiche legate alle modalità di occupazione e alle caratteristiche insediative della Puglia in età tardoantica e altomedievale. Nel corso degli anni è stato possibile sviluppare ulteriormente la ricerca approfondendo specifici comparti territoriali, come quello della Puglia centrale. Gli studi sulla Puglia centro-settentrionale sono stati supportati anche da una intensa attività archeologica, in alcuni casi tuttora in corso, svolta in diversi importanti siti compresi tra l'età tardoantica e il medioevo; questa diversificata esperienza sul campo, in cui si è esercitato un ruolo di responsabilità scientifica e di cantiere, ha prodotto studi di carattere più specificamente archeologico (analisi stratigrafiche, analisi delle strutture murarie, studi di materiali mobili e rivestimenti musivi, analisi di contesti cimiteriali). In particolare, le attività archeologiche si sono concentrate nei siti pugliesi di Herdonia (fg); San Giusto (fg); Monte sant’Angelo (fg); Canosa di Puglia (bat). negli ultimi anni, a partire dal 2004, l'attività archeologica sul campo si è concentrata nel sito di Ponte della Lama a Canosa: un complesso cimiteriale sviluppatosi senza soluzione di continuità dal II al VI secolo, articolato in soluzioni insediative e tipologiche diversificate (subdiali e ipogee/catacombe). In relazione al lavoro di edizione integrale dei risultati della ricerca sul campo -di imminente pubblicazione-, si sta svolgendo un ruolo di coordinamento scientifico e redazionale; i contributi che verranno proposti nel volume monografico riguardano gli aspetti relativi all'analisi stratigrafica e monumentale delle strutture subdiali ed ipogee, allo studio dei materiali mobili con relative analisi archeometriche, antropologiche e archeozoologiche, agli interventi di conservazione e restauro realizzati sul campo e in laboratorio. L'articolazione e la complessità dei temi coinvolgono esperti di alta specializzazione dell'Università degli Studi di Bari, di Lecce e di Foggia.
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